Il Trentino-Alto Adige/Südtirol è oggi una delle destinazioni turistiche più attrattive d’Europa. Tuttavia, il successo turistico crescente presenta un conto salato, che ricade sempre più spesso sui territori, sui lavoratori e sulle comunità locali.

Negli ultimi mesi, il dibattito sull’overtourism si è intensificato, spinto da dati sempre più preoccupanti e da episodi emblematici come quello del Seceda, dove l’installazione di un tornello per limitare gli accessi rappresenta un segnale d’allarme evidente: è stato superato un limite strutturale e sociale.

La UILTuCS Trentino-Alto Adige/Südtirol, da sempre impegnata nella difesa della qualità del lavoro e della vita nei settori del turismo e del commercio, rivolge un appello alle istituzioni provinciali e regionali: è urgente l’apertura di un tavolo interistituzionale permanente per affrontare con serietà e responsabilità il tema dell’overtourism.

L’obiettivo è costruire, in modo condiviso, politiche di regolazione sostenibile che salvaguardino l’ambiente, tutelino i diritti dei lavoratori e garantiscano un futuro equilibrato per le comunità locali e la stessa offerta turistica.

Durante il convegno “Overtourism e diritto al territorio”, organizzato dalla UILTuCS a Bolzano nel marzo scorso, studiosi, amministratori pubblici, operatori del settore e lavoratori hanno esaminato il fenomeno nel dettaglio e avanzato proposte concrete. I numeri emersi sono inequivocabili: la provincia di Bolzano registra l’indice di intensità turistica più alto d’Italia, con quasi 60 turisti per ogni residente.

Un carico che si traduce in pressione abitativa, affaticamento delle infrastrutture, uso intensivo dei servizi pubblici e distorsioni nel mercato del lavoro. Fenomeni come la precarietà diffusa, la difficoltà a reperire manodopera qualificata, la competizione degli affitti brevi e lo spopolamento delle aree interne stanno erodendo la sostenibilità sociale del turismo stesso.

Il recente contingentamento degli accessi al Seceda è solo la manifestazione visibile di una saturazione sistemica. Il tema, però, non riguarda solo i numeri, ma la tenuta dell’equilibrio ambientale e del tessuto sociale.

«Non possiamo continuare a vendere il territorio pezzo per pezzo, come se fosse una risorsa infinita. L’overtourism non è un fenomeno naturale, ma politico: lo si può affrontare solo se si ha il coraggio di governarlo» – ha dichiarato Stefano Picchetti, Segretario Generale Regionale UILTuCS Trentino-Alto Adige/Südtirol.

La UILTuCS chiede che il tema venga finalmente inserito nell’agenda politica, con risposte sistemiche, coordinate e strutturate. Serve una visione lungimirante: non possiamo permettere che l’eccesso diventi declino.