La vicenda della permanenza delle Acciaierie Valbruna nella zona industriale di Bolzano approda a Roma. Su indicazione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, è stato convocato per il 15 settembre un tavolo dedicato alla questione. All’incontro parteciperanno rappresentanti della Regione Veneto, della Provincia di Bolzano e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.

La UIL Alto Adige evidenzia che siamo di fronte a una partita cruciale: il futuro di una fabbrica italiana, sana e produttiva, non può essere messo in discussione da logiche burocratiche o da ipotesi speculative. L’idea che in piena zona industriale si possa ragionare su costruzioni residenziali è semplicemente fuori luogo e inaccettabile: le case si costruiscono altrove, non al posto delle fabbriche.

Mauro Baldessari, segretario UIL, dichiara:

«Ci auguriamo che la Valbruna non faccia la fine di Merano, perché significherebbe condannare Bolzano a un impoverimento industriale senza ritorno. Non è tollerabile che a rischiare la chiusura siano sempre e soltanto realtà italiane, mentre altrove si protegge e si sostiene l’industria. Qui non stiamo parlando di un impianto decotto, ma di un sito sano, che produce valore e lavoro. La fabbrica italiana va difesa, non messa in discussione. E se qualcuno pensa di cambiare la destinazione d’uso del terreno per speculare sull’edilizia abitativa, sappia che troverà i lavoratori e il sindacato pronti a opporsi con forza».

La UIL Alto Adige chiede quindi alla politica decisioni rapide e coraggiose: garantire continuità produttiva, difendere il lavoro e ribadire che Bolzano deve restare un presidio strategico della siderurgia italiana.