
Basta alimentare una contrapposizione tra lavoratori.
La UIL Scuola RUA SGK esprime rispetto per le preoccupazioni manifestate dal mondo della cultura e dello spettacolo, ma ritiene doveroso ristabilire alcuni fatti che nel dibattito pubblico stanno venendo rappresentati in modo parziale.
I docenti non hanno mai interrotto il servizio scolastico. Le lezioni, gli esami, gli scrutini, i colloqui con le famiglie e tutte le attività previste dal contratto sono stati regolarmente svolti. Il diritto allo studio degli alunni è stato pienamente garantito.
È necessario ricordare un principio fondamentale: il contratto di lavoro obbliga gli insegnanti a garantire il diritto all’istruzione, non le uscite didattiche, i viaggi d’istruzione, gli spettacoli, le visite ai musei o i progetti extracurricolari. Tutte queste attività rappresentano un valore aggiunto dell’offerta formativa e sono possibili solo grazie alla disponibilità volontaria dei docenti, che dedicano tempo ulteriore assumendosi responsabilità organizzative, civili e penali che vanno ben oltre gli obblighi contrattuali.
La protesta ha riguardato esclusivamente queste attività aggiuntive. Parlare di scuola ferma o di diritto allo studio negato significa descrivere una realtà che non corrisponde ai fatti.
Se oggi il mondo della cultura evidenzia le conseguenze della sospensione delle uscite scolastiche, ciò dimostra quanto sia fondamentale il contributo quotidiano degli insegnanti nel mantenere vivo il rapporto tra scuola e territorio. Un contributo che per troppo tempo è stato considerato scontato.
Sorprende inoltre continuare a leggere riferimenti agli “800 euro lordi al mese” come se si trattasse di un aumento uniforme già riconosciuto a tutti i docenti. Si tratta di una rappresentazione fuorviante che non riflette la reale articolazione degli interventi economici e della contrattazione ancora aperta.
La UIL Scuola RUA SGK respinge ogni tentativo di mettere una categoria di lavoratori contro un’altra. Artisti, operatori culturali, insegnanti e personale scolastico condividono la stessa esigenza: vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro e ottenere investimenti adeguati.
Le difficoltà del settore culturale non possono essere scaricate sui docenti che esercitano un legittimo diritto sindacale. Se istituzioni culturali e associazioni dipendono dalle attività aggiuntive organizzate gratuitamente dagli insegnanti, il problema è politico e strutturale, non sindacale.
La scuola continuerà a garantire, come ha sempre fatto, il diritto allo studio. Ma il valore delle attività extracurricolari non può continuare a poggiare esclusivamente sulla disponibilità personale dei docenti. Il rispetto del lavoro passa anche dal rispetto del contratto.
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Schluss mit der Gegenüberstellung von Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern.
Die UIL Schule RUA SGK nimmt die Sorgen der Kulturschaffenden und des Veranstaltungsbereichs mit Respekt zur Kenntnis. Gleichzeitig ist es notwendig, einige Tatsachen richtigzustellen, die in der öffentlichen Debatte derzeit nur unvollständig dargestellt werden.
Die Lehrkräfte haben den Unterricht niemals eingestellt. Unterricht, Prüfungen, Bewertungskonferenzen, Elterngespräche sowie sämtliche vertraglich vorgesehenen Aufgaben wurden ordnungsgemäß durchgeführt. Das Recht der Schülerinnen und Schüler auf Bildung war zu keinem Zeitpunkt eingeschränkt.
An dieser Stelle muss ein grundlegender arbeitsrechtlicher Grundsatz in Erinnerung gerufen werden: Der Arbeitsvertrag verpflichtet Lehrkräfte dazu, das Recht auf Bildung sicherzustellen, nicht jedoch Lehrausgänge, Schulfahrten, Museumsbesuche, Theaterveranstaltungen oder andere außerschulische Projekte. Diese Aktivitäten stellen eine wertvolle Ergänzung des Bildungsangebots dar und sind nur möglich, weil Lehrkräfte freiwillig zusätzliche Zeit investieren und dabei erhebliche organisatorische sowie zivil- und strafrechtliche Verantwortung übernehmen.
Die Protestmaßnahmen betrafen ausschließlich diese freiwilligen Zusatzleistungen. Von einer Blockade der Schule oder einer Einschränkung des Bildungsrechts zu sprechen, entspricht daher nicht den Tatsachen.
Wenn heute Vertreterinnen und Vertreter des Kulturbereichs auf die Folgen der ausgesetzten Lehrausgänge hinweisen, zeigt dies vor allem eines: Wie unverzichtbar das tägliche freiwillige Engagement der Lehrkräfte für die Zusammenarbeit zwischen Schule und Kultur geworden ist. Dieses Engagement wurde jedoch über viele Jahre als selbstverständlich angesehen.
Ebenso irreführend ist die wiederholte Behauptung, alle Lehrkräfte würden bereits 800 Euro brutto mehr pro Monat erhalten. Diese Darstellung entspricht weder der tatsächlichen Ausgestaltung der Gehaltserhöhungen noch dem Stand der laufenden Verhandlungen und vermittelt ein falsches Bild der Realität.
Die UIL Schule RUA SGK lehnt jeden Versuch entschieden ab, unterschiedliche Berufsgruppen gegeneinander auszuspielen. Kulturschaffende, Künstlerinnen und Künstler, Lehrkräfte sowie das gesamte Schulpersonal verfolgen dasselbe Ziel: die Anerkennung ihrer Arbeit und angemessene öffentliche Investitionen.
Die Schwierigkeiten des Kulturbereichs dürfen nicht den Lehrkräften angelastet werden, die ein legitimes gewerkschaftliches Recht wahrnehmen. Wenn kulturelle Einrichtungen und Vereine wirtschaftlich von freiwilligen Zusatzleistungen der Schulen abhängig sind, handelt es sich um ein strukturelles und politisches Problem, nicht um ein gewerkschaftliches.
Die Schule wird auch weiterhin das Recht auf Bildung uneingeschränkt gewährleisten, so wie sie es immer getan hat. Zusätzliche Bildungsangebote dürfen jedoch nicht dauerhaft ausschließlich auf der freiwilligen Mehrarbeit der Lehrkräfte beruhen. Respekt vor der Schule bedeutet auch Respekt vor dem Arbeitsvertrag und vor den Rechten der Beschäftigten.
